Mauro Angelone
Biografia

Formatosi culturalmente tra Isernia e Roma,
inizia la sua attività di scultore negli anni 1974-75,vissuti con tale intensità che nei suoi lavori se ne respira il clima culturale, artistico e politico. Tra le sue prime opere figurano "Forme Arcaiche" e "Prigioniero d'Opinione" con le quali partecipa alle due edizioni della Biennale della pietra di Marino (RM), e Cile 73. Esse rappresentano un'arte in difesa dei diritti umani.
Seguono sculture e incisioni ispirate dalla cultura dei Nativi Americani "Indios"-"Totem" e "l'Ultimo Pellerossa", opere in difesa delle minoranze etniche. Con questi lavori viene allestita una mostra a Roma al Centro Culturale Il Monte Analogo (libreria), "Segni della cultura Indios".
Qui il "senso" dell'opera si fa materia per un concrescere silenzioso dall'interno, scrive S.Chiolo.
A Roma, partecipa nel 1978-80 ad un progetto didattico"l'Arte nella scuola"con esposizioni e conferenze.
Nel 1979 frequenta i corsi di Pietro Sanchini a Urbino. In questo periodo realizza una serie di
Incisioni (xilografie) dove sperimenta e approfondisce la tecnica, evidenziando nuove possibilità nel
campo gestuale, nella ricerca del segno.
E' presente a Tokio in una collettiva di Grafica e Incisione Italiana, a Livorno (Villa Pendola) alla Biennale incisione e grafica originale "Luigi Servolini", a Pisa, "Artisti italiani e stranieri" in S. Zeno e alla galleria La Pantera.
Nel 1980-83 realizza una serie di grandi sculture in legno,"Costruzioni", configurazioni in movimento, (Forme elusive, fuori dal centro "spostate" rispetto alle leggi di gravità" scrive A. Di
Genova).
Partecipa, con esse, all'Estate Romana, in una collettiva a Piazza Margana (Tecnica e Creatività).
Nel 1980 e 1985 é presente alla Rassegna Artisti Molisani, alla Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Termoli (CB)
Partecipa, su invito, al XXVIII premio Termoli, Galleria Civica d'Arte Contemporanea.
Nel 1990-92-segue una serie di esperienze pittoriche su materiale plastico (forex, plexiglas e colori vinilici) le "Iterazioni" e le "Interferenze".
L'artista, inoltre, affronta il problema dell'origine dello sviluppo e dell'aspetto magico della vita con lavori quali "Genesi"e"Oggetti rituali", in terracotta invetriata.


Nel 1993 inizia un viaggio spirituale verso la cultura orientale (Zen e Taoista), che gli permette di
orientare la sua ricerca verso nuove realtà, per cercare nuovi rapporti con lo spazio e per definirli
con un diverso senso di equilibrio e di energia.
I lavori carichi di originalità e inventiva sono: "Cielo Terra Uomo"-"Disco di Giada 1 e 2", e"Koan", che sarà esposto nel 1996 a Firenze (collettiva) nel Chiostro di S. Croce.
Nel 1996 espone alcune grandi sculture nel Chiostro del Palazzo Comunale di Isernia,
ed è presente a Frascati (RM) ad una collettiva di Grafica e Incisione, patrocinata dal Comune.
Nel 1999 allestisce, con i suoi lavori, le scene per "l'Afro Music Festival" al teatro Brancaccio di Roma, e realizza "L'Aratro Stellare" un'opera che onora le tradizioni popolari e che presenta a Isernia, nel Chiostro di Palazzo S. Francesco.

Nei suoi progetti monumentali Angelone sceglie la via della leggerezza sia per "La Rosa dei Venti", (proposto al Comune di Termoli) che è impostata su tre livelli con un effetto di chiaroscuro in trasformazione, dove la luce gioca continuamente con le ombre, sia per il "Guerriero Sannita", (proposto alla provincia di Isernia) una presenza simbolica, silenziosa dal sapore Zen, sia nel progetto " L'Urlo di Cilla" per S.Lucido (CS) , forma evocativa che evidenzia il carattere forte e nobile della tradizione marinara.

Nei progetti per cinque comuni dell'Alto Molise, inviati alla regione,"Arte in cantiere-cantiere dell'Arte", indirizza la sua ricerca tra le grandi sculture celebrative e l'arte ambientale, non come episodio di arredo urbano, ma come integrazione tra ambiente e spettatore. Pertanto non progetta sculture, ma si dedica, con particolare attenzione, al contesto socio-culturale-ambientale, dei piccoli centri dell'alto Molise;
quindi confronto incontro con la realtà, il tempo, la storia e l'arte contemporanea, nel rispetto della cultura del territorio, considerando l'ambiente urbano e l'opera d'arte come storia e non nella storia.

Intorno al 2000 realizza in marmo lavori "Litos" dove l'interpretazione della materia e la sua sublimazione sono quasi alchemiche; mettendone a nudo i materiali e scoprendone l'ossatura, (dice:"Preferisco realizzare personalmente i miei lavori, l'arte non solo idea ma anche rapporto fisico con la materia, istinto, sensualità ed energia"). Anche l'acqua è ancora presente in questo periodo come elemento che, con la sua forza taumaturgica, é simbolo di femminilità e fertilità.
(Mostra on line sul sito www.mauroangelone.it).
Negli ultimi anni progetta e realizza in marmo "modelli" di grandi sculture urbane, "Geometrie in Equilibrio Forzato", grandi lastre, dove trova nuovo dinamismo ed un nuovo equilibrio spaziale, sottoponendo la materia a grandi sollecitazioni, anche in relazione alla forza di gravità.
Nel 2001 viene allestita una mostra personale al Museo Civico Aufidenate di Castel Di Sangro (AQ).
Sono del 2002 la "Porta del Tempo", "Spirale in formazione" e "Verso il cielo",
opere in acciaio e travertino, che ha esposto nella piazza di Forli' del Sannio (IS), in occasione di una provocatoria manifestazione(l'arte scende in piazza) per sottolineare lo stato di isolamento culturale e di abbandono dei piccoli centri dell'Altomolise.
Nel 2003 ha partecipa al Premio "Sandoni" di Bologna è stato, inoltre, invitato alla Biennale Internazionale di Firenze ed infine ha esposto in una collettiva, "Samnium Fluxus" (al nuovo Museo Civico) a Pietrabbondante (IS).

Nel 2004, ad Agnone (IS), è stata allestita una mostra antologica nel Palazzo S. Francesco.

2004 GENIUS LOCI - arte contemporanea in Molise a cura di L.Canova.

2005 Biennale Internazionale dell'arte contemporanea - FIRENZE - a cura di John T. Spike.

Vive e lavora tra Roma e Spoleto (PG).

La Porta del Tempo
Spirale in formazione
Verso il cielo
Pianoforte ad arco